Se la minchia lasciasse il segno…

Se la minchia lasciasse il segno… sarebbe tutto diverso…
Ma facciamo due passi indietro e lasciate che vi spieghi attraverso un esempio: cena di compleanno di un caro amico all’insegna del sempre verde “Invitate chi vi pare! Più siamo meglio è!”. Quale occasione migliore per conoscere un po’ di nuova gente?

“Allora ragazzi stasera alle 21 alla pizzeria nuova in piazzetta, c’è stato recentemente un collega e mi ha detto che fanno una pizza eccezionale!”

Arrivo con buoni venti minuti di ritardo, nulla di grave “Ragazzi scusate ma ho trovato un po’ di traffico in centro (cazzata)! Marco vieni qui, dammi un abbraccio fratello!! Auguri!!!”

Salutata generale delle persone che già conosco, a suon di pacche nelle spalle e cenni con la mano, poi 5/6 facce nuove: “Piacere Scannone!” “Ciao molto piacere, Scannone!” “We ma io e te ci siamo visti da qualche parte! Piacere Scannone!” e via…

Tempo di sedersi e siccome da buon cialtrone sono arrivato tardi, mi tocca il posto nell’angolino a 8km dal festeggiato lontano da tutto e da tutti.

O forse no. Infatti accanto a me siede una delle nuove conoscenze, Emily. Piuttosto carina nel complesso, quando ci siamo presentati mi hanno colpito positivamente alcuni suoi dettagli:

  • I suoi occhi azzurri
  • Il suo sorriso
  • I suoi capelli curati
  • Le sue mani curate

Inoltre a primo impatto mi è sembrata simpatica e positiva. Eccola:

Ci mettiamo a parlare e non passano neanche 10 minuti dall’istante in cui ci siamo conosciuti che già percepisco un certo feeling. Adora viaggiare come me: ha infatti recentemente concluso il suo Master in Business Administration a Barcellona, in Erasmus. E’ davvero piena di energie e mi racconta che vuole aprire un’azienda tutta sua. Adesso infatti lavora come consulente presso una banca ma la vita d’ufficio non la entusiasma, anzi… Mi dice: “Ogni giorno è la stessa storia. Sveglia alle 7:30, mi faccio una doccia, mi trucco e vado in ufficio. Neanche il tempo di sedermi che già sento tizia che si lamenta del marito. Neanche mezz’ora seduta che passa il Direttore, con la sua espressione da cane da guardia. Finalmente alle 13 pausa pranzo, stacco un attimo. Poi di nuovo dietro quella scrivania fino alle 19, credimi è davvero soffocante”. Capisco bene Emily, anche io quando vivevo a Stoccolma lavoravo in ufficio. Nonostante non avessi orari e “capi” soffocanti, era comunque piuttosto monotono. Qualche mese fa ho preso l’aspettativa, mi attendono in ufficio ad inizio Novembre, ma francamente dubito sul mio rientro. L’ufficio non fa per me, per lo meno non in questa fase della mia vita. Adoro viaggiare e grazie a questo periodo di libertà assoluta sono riuscito ad assaporare a pieno variegate culture e stili di vita ben distanti dai nostri. Adesso parlo e capisco “qualcosa” in 6 lingue, a proposito sai come si dice “Ciao!” in russo? Si dice “Привет!” (“Priviet!”). Credimi l’Italia è un paese bellissimo ma certe cose proprio non vanno… Non faccio in tempo a finire la frase che mi interrompe dicendo “Lo so bene, me ne sono accorta ogni volta che sono andata all’estero”. Mi racconta quindi dei suoi viaggi in Inghilterra, Norvegia, Grecia, Spagna, Francia e delle meravigliose persone che ha incontrato. Dell’anno scorso, quando decise di trascorrere tutto il mese di Agosto in America con la sua amica Alessia. Partendo da New York: Times Square, Central Park, Empire State Building e Grand Central Terminal. Passando attraverso la Florida, con la sua spiaggia di Bonita Springs e la meravigliose isola di St. George. Per poi finire a Miami: la caratteristica Jungle Island, Miami Beach e l’affollatissima South Beach.

Non c’è niente da fare: anche lei, come me, è un’autentica appassionata di mare. Immersi nelle nostre chiacchiere, ci siamo quasi dimenticati di tutti gli altri. Ben presto però notiamo che tutti si alzano dal tavolo: si è fatta una certa ora e Marco, il festeggiato, suggerisce di andare a fare due passi per le vie del centro. Anche io ed Emily ci incamminiamo, inizialmente compatti con il gruppo, ma nemmeno il tempo di fare dieci passi e siamo nuovamente isolati, completamente persi nei nostri racconti. Stavamo parlando di Puglia quando indicandomi una coppietta che si stava baciando esclama: “Guarda quei due che teneri, forse si Amano davvero…” e aggiunge “Sai, io con gli uomini ho avuto solo disavventure. Mi sono lasciata un mese fa, dopo 3 anni di convivenza. Rimarrò zitella a vita…”. I suoi occhi, le sue espressioni ed i toni con cui mi stava raccontando il tutto, mi fecero intuire che le interessavo. Non chiedetemi il perché, è davvero difficile scrivere nero su bianco una “sensazione”. Le raccontai quindi delle mie avventure Amorose e fra una chiacchiera e l’altra si fecero le 3 di notte: tempo di andare a casa. Vista l’intesa scoperta nell’arco della serata, decidemmo di prenderci un caffettino insieme il giorno successivo, per proseguire nei nostri racconti.

IL GIORNO SUCCESSIVO…

Se la minchia lasciasse il segno… sarebbe tutto diverso…

Arrivo in orario al bar dove ci siamo dati appuntamento e tempo un minuto la vedo arrivare. Considerata la calda giornata di fine giugno, si è vestita ben più leggera, conservando però intatta l’eleganza che la contraddistingue. E’ ormai a meno di venti passi da me quando i miei occhi notano degli strani segni sulle sua braccia. Forse tatuaggi. Ecco, finalmente è a due passi da me e vedo con chiarezza.

Non ci posso credere… Non ci voglio credere. Sono i segni delle numerose minchie.

Maledetta camicetta che ieri in pizzeria mi ha impedito di vedere…

Adesso capisco cosa ha fatto Emily quell’anno in Erasmus a Barcellona.

Adesso capisco cosa ha fatto Emily durante i suoi viaggi in tutta Europa.

Adesso capisco cosa ha fatto Emily durante quel mese in America.

Adesso capisco cosa intendeva Emily quando mi diceva delle meravigliose persone che ha incontrato.

La vedo avvicinarsi per salutarmi, ma considerato lo sdegno preferisco allontanarmi in religioso silenzio…

Se la minchia lasciasse il segno… sarebbe tutto diverso…

Sicuramente ci sarebbero più buone madri e meno buone cagne.

Nota bene: La ragazza in foto è Emily DiDonato, nota modella che magari avrete già visto nei cataloghi di Calzedonia. Non avendo ancora avuto il piacere di conoscerla davvero, ci tengo a sottolineare che la “Emily” della storia è un personaggio completamente inventato. Tutte le foto provengono da Internet. I dettagli sul vissuto di Scannone invece, così come le sue considerazioni, sono reali.


 
Se ti è piaciuto, inserisci il tuo indirizzo email per restare aggiornato 😎
(No spam, massimo un messaggio alla settimana)

[FM_form id=”1″]


 
 


Lasciami la tua mail e ricevi un avviso ad ogni nuovo articolo:


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

SnowLEGGI COME