Figa dell’Est per Capodanno 2018: dove andare

Capodanno a Varsavia? Capodanno a Kiev? Capodanno a Mosca… o a Minsk? …Scannone consiglia dove andare a caccia di figa dell’Est per Capodanno 2018

Trascrizione:

Premesso che l’Est è piuttosto ampio, concentrerò questa riflessione sulle zone che conosco meglio. Partiamo per esempio dalla mia adorata Polonia, che dire di un capodanno a Cracovia? Considerato che questa è la città studentesca polacca per eccellenza, cerchiamo di capire cosa succede per Capodanno. Durante l’anno accademico, tutta una serie di suine studentesse raggiungono e si spostano a Cracovia dai villaggetti e dalle città che sono a 10, 30, 100 chilometri di distanza, affittano il loro appartamentino insieme all’amichetta e fanno le zoccole durante tutto l’anno. Poi però… succede che proprio a Capodanno (e anche a Natale), se ne tornano al villaggetto col fidanzatino che hanno cornificato ininterrottamente e fanno le santarelle, stanno un po’ in famiglia, perché in Polonia c’è questo cristianesimo (molto di facciata…) del quale non frega più niente a nessuno, però la mamma ed il babbo vanno fatti contenti. Suine che tornano quindi a casa, stanno insieme alla famiglia, fanno finta di essere le santarelle col fidanzatino scemo di fianco, cuoricini e via dicendo… Per poi tornare nelle città per esempio verso il 5 o il 10 Gennaio e riprendere a fare le zoccole. Quindi si capisce bene: nelle città polacche di stampo prevalentemente studentesco tipo Cracovia, Poznań, Breslavia (Wrocław) e simili, durante Capodanno e soprattutto a Natale, si perdono grandissima parte delle studentesse. Non è infatti una buona idea quella di cercare di “prendere due piccioni con una fava” ed attaccare al viaggio di Capodanno anche il Natale… Errore grandissimo, perché a Natale le città dell’Est si svuotano e le fighette tornano ai villaggi. Nota: in Polonia il natale coincide con il nostro, 25 Dicembre. In Russia ed Ucraina per esempio, il Natale Ortodosso viene invece festeggiato il 7 Gennaio.

Se da un lato perdiamo le studentesse, cosa dire invece delle suine che lavorano in ufficio? Queste restano un po’ più in città, possiamo farci affidamento. Cos’è invece che arriva in città durante queste festività? Arrivano per esempio tutti questi contadini rincoglioniti dai villaggetti, sui 30/40 anni: polacchi impresentabili vecchio stampo, letteralmente delle patate. Vivendo tutto l’anno in questi posti di 30, 50 mila abitanti, decidono disgraziatamente di venire nelle città più grandi per Capodanno. Come se non bastasse, soprattutto se penso a Cracovia, oltre a fiumi di contadini arrivano anche fiumi di turisti arrapati da mezza Europa. Risultato: sia i contadini che i turisti si sfasciano di alcol e rompono i coglioni a tutti, fighette incluse. Questo ovviamente influenza in modo negativo il clima che si respira in termini di rimorchio gnocca.

Si intuisce che il Capodanno nell’Est può dare qualche grattacapo. Se penso alla Polonia, meglio di Cracovia è probabilmente Varsavia. Questo perché Varsavia essendo una città non esclusivamente studentesca, dispone di una grande mole di fighette polacche, soprattutto quelle che lavorano negli uffici tra i 24 ed i 30 anni. Suine che quasi sicuramente passano a salutare la famiglia per Natale, ma che altrettanto quasi sicuramente tornano a Varsavia per non lasciarsi sfuggire l’ultima minchia dell’anno. Ci tengo a sottolineare come in Italia per esempio è possibile che anche per Capodanno si trovino coppie di ragazze che proseguono instancabili a fare le fighe di legno… nell’Est questo non accade: se infatti incrociate due ragazze sole che gironzolano per Capodanno, state pur sicuri che hanno una certa voglia di minchia.

Città piccole in Polonia? Meglio lasciar perdere…

Spostiamoci un attimo in Ucraina. Uno potrebbe pensare per esempio a Lviv (Leopoli), Ucraina occidentale, città meno sovietica rispetto all’Ucraina centrale ed orientale, dove però succede una cosa simile a Cracovia. Essendo infatti anche Lviv una città prevalentemente studentesca, si svuota in determinate circostanze come ad esempio Natale e Capodanno. Meglio ad esempio Kiev che come nel caso di Varsavia, considerata la grandiosa mole di figa presente, riesce a reggere il colpo relativo alle festività ed all’arrivo di contadini e turisti. Sul piano contadini c’è da sottolineare come il problema in Ucraina sia molto ridotto rispetto alla Polonia. Il contadino polacco, ormai completamente vittima dello stile di vita occidentale, sente l’assoluta necessità di spostarsi dal villaggetto per andare ad ubriacarsi nella grande città. In Ucraina invece, Igor ed i suoi amici del villaggio, affidano la serata al primo bar che trovano non spostandosi più di tanto. Se quindi da un lato non abbiamo l’invasione contadina, in Ucraina avviene un altro tipo di invasione e forse peggiore: quella dei turchi. È proprio in Ucraina che ho capito l’origine del detto “mamma li turchi”. I peggiori del mondo, infestano le città ucraine più della pesta all’epoca delle epidemie.

Polonia, Ucraina… Si capisce che a Capodanno l’esperienza non è delle più genuine, visti i fattori appena considerati. L’Est in generale, dà il meglio di sé in altri periodi, come ad esempio la primavera.

In cerca di un’esperienza genuina per Capodanno in Ucraina, uno potrebbe pensare alle città più piccole. Ternopil, Vinnytsia, Cherson, Zytomir, Cerkasy, Poltava, Mykolaiv, Ivano-Frankivsk, Chernivtsi… e chi più ne ha più ne metta. Sebbene queste conservano intatto il vero sapore sovietico, c’è un grande inconveniente che complica il tutto: pochissime e dico davvero pochissime delle suine di queste città conoscono l’inglese. Se non parlate russo, forse davvero meglio evitarle…

Fatta questa analisi dell’Ucraina, spostiamoci in Russia. San Pietroburgo o Mosca, senza troppi indugi. Sempre per il discorso della lingua direi infatti di dimenticare tranquillamente le città piccole. Le due più grandi città della Russia per Capodanno sono assolutamente equivalenti. Forse meglio San Pietroburgo, con la sua intramontabile bellezza, al contrario di una Mosca troppo grande, dispersiva e non poi così bella. Non dimentichiamoci che entrambe sono città vere, non “finte” come quelle universitarie polacche. Letteralmente milioni di fighe pronte a divertirsi anche perché in Russia durante le feste per certi versi la gente “impazzisce”, della serie “oggi sono vivo, domani non so che mi succede”… 31 Dicembre: apro le gambe e do la figa senza troppi pensieri. Cosa che accade molto meno durante il resto dell’anno.

Polonia… Ucraina… Russia… e poi il jolly: Bielorussia. Recentemente il governo bielorussio ha reso possibile per noi italiani (insieme ad altre nazionalità) il soggiorno in Bielorussia senza necessità di visto fino ad un massimo di 5 giorni. Unico requisito: arrivare con volo aereo a Minsk e ripartire sempre con volo aereo da Minsk. In treno ed in bus per esempio non è possibile usufruire della possibilità di accedere senza visto. Minsk è una delle poche capitali dell’ex Unione Sovietica ad essere rimasta ferma nel tempo. Stile di vita completamente diverso dal nostro, ritmi diversi dai nostri, fighe di gran qualità. Assolutamente raccomandato per un’esperienza unica e probabilmente indimenticabile.

Questa era la prima di alcune riflessioni sul Capodanno 2018 a base di figa dell’Est, concentrata su dove andare. Restate sintonizzati per i prossimi capitoli che pubblicherò nell’arco di due settimane, nei quali analizzeremo come impostare questa sessione di caccia particolare del Capodanno ed alcune destinazioni esotiche non esattamente nell’Est… ma piene di fighe dell’Est…


 
⭐️ Non perderti: ⭐️
Polacche: le donne più facili d’Europa
 


Lasciami la tua mail e ricevi un avviso ad ogni nuovo articolo:


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

SnowLEGGI COME